Noi

Rosalinda non è poi una un terra così trascurata dalla storia,

anzi, dalle storie e c’era chi da Rosalinda partiva proprio per raccontare. Difficile dire come si sceglie cosa raccontare. Alcuni raccontano ciò che conoscono, ciò che ricordano. La grande questione delle radici…

Allora fu che qualcuno cominciò a portare con sé qualche ciuffo d’erba da seccare fra le pagine dei libri perché li profumasse un po’ di terra, di pioggia, di umido.

I vecchi, i bimbi e i poeti (in qualche caso sono la stessa persona) chiamarono quegli steli “L’erba del cammino”, con un po’ di retorica della malinconia, che male c’è…

Ma come sia finita nella zuppa, non è dato sapere, forse una fidanzata abbandonata provò a vedere che sapore avesse per sentire l’amato più vicino…


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la foto di copertina è tratta da Unsplash.